Natale (Monte Stigolo)

“Spingolo gatta Spingolo, fusacumparecucchiarequatrare, e ‘sse quattro avess’ dett’ ch’avess’ vinto la cavallett’, la cavallett’ è de lu papa quante corna tè la crapa ? Dù . . .” Non ricordo come continua questa bellissima e insensata filastrocca. Mio nonno Vincenzo la recitava in rigoroso dialetto Abruzzese agli amati nipoti scesi dal nord per le vacanze di Dicembre, erano gli anni settanta. Potenza degli stimoli ! Ci voleva l’assonante, fino ad ora sconosciuto, monte “Stigolo” a sollecitare il ricordo. Arrivati all’arvicola biologica, altrimenti detta biotopo della Val d’Ampola, imbocchiamo la stretta stradina che sale al ponte del Visì e qui termina la mia relazione dell‘uscita.
Soltanto pochi giorni fa la strage nel cuore di Parigi. Pareva impossibile trovare nuovo slancio per salire in montagna, troppo superficiali le nostre velleità alpinistiche. Poi Stefano, genio e provocatore, un bel mattino si alza e getta il sasso nello stagno. Via, ancora una volta liberi di muoversi per boschi sconosciuti e dirupi non battuti, via, ancora una volta meravigliosamente fuori dall’ordinario. Perché mai dovremmo soccombere ! Questo sconquasso inibisce soprattutto la voglia di raccontare e di riportare le nostre animate riflessioni, ma è Natale accidenti . . .
Natale, qualcosa dobbiamo pur dire . . . nell’ultima stanza in fondo alla casa dei nonni materni, al cospetto della Majella, c’era una vecchia doppia porta-finestra che dava sulla terrazza affacciata nella valle, era per metà a vetri e per metà in lamiera grigia. Col passare degli anni la parte bassa in lamiera si era curvata verso l’interno lasciando libero ingresso ai gelidi spifferi dell’inverno. Noi aspettavamo in grazia che soffiasse il vento freddo da Est perché questo significava passaggio sopra il mare Adriatico, accumulo di umidità e neve in grande abbondanza. L’ululato del vento si incanalava nella fessura della porta accompagnato dalla neve che svolazzando si depositava fin dentro l’angolo della stanza sul lato della terrazza.
A mezzanotte della Vigilia dietro l’altare della chiesa Madre, nel locale adiacente alla sacrestia, le solite facce da schiaffi. Addosso ancora il profumo di dolci fatti in casa e qualche bicchiere di troppo versato da chi voleva a tutti i costi iniziarci all’età adulta. Ci eravamo presentati senza appuntamento, pagani, per cantare il Natale da credenti. Sui legni di sostegno del pulpito e di alcune statue di santi di secondo ordine scorrevano le vandaliche scritte di chi era stato ragazzo prima di noi, scivolavano scarabocchiati decenni, intagliate e perdute adolescenze, in notti placide. I nomi di chi era partito in guerra e poi dei figli della ricostruzione diventati i nostri padri e noi, ora, nel presente come allora.
All’una, all’uscita della chiesa, sul sagrato innevato, la luce arancione emanata dai lampioni in ferro battuto pare sottomessa al turbinio dei cristalli di neve che cadono in un silenzio spettrale mentre noi ce la ridiamo. Siamo totalmente indifferenti al mondo, al freddo e pure all’amore, complici felici della dolce bufera, amici per le palle, di neve. C’è l’estate appena passata da rivivere e la prossima da desiderare con mille improbabili progetti destinati a fallire, è come se la notte non avesse mai fine.
Domani mattina saliremo con gli sci in spalla sulla collina di fronte al terrazzo di casa, antesignani sfigati freeriders di bassa quota dall’inguardabile attrezzatura e ancora peggior tecnica. La cara nonna si sarà alzata all’alba e quando rientreremo all’ovile fradici e affamati capiremo una volta per sempre che non è mai stato un miracolo ad imbandire quella meravigliosa tavola e accendere la brace vigorosa che scalda la stanza da pranzo e i nostri cuori . . . su uno dei pinetti mughi che popolano la cima del monte sta inchiodata, storta, una tabella di legno con sopra indicato un numero, 1699, potrebbe essere un anno. Stigolo gatta Stigolo, fusacumparecucchiarequatrare . . .
(Tutte le foto)

L’anello del Monte Stigolo è alla portata di ogni volenteroso camminatore e non oppone particolari difficoltà. In presenza di neve sconsigliamo però di avventurarsi in discesa sulla cosiddetta Cresta delle Coste per altro non segnalata. Richiede un buon allenamento per i 20 kms di distanza da colmare e 1000 metri di this-livello da superare. Buon Natale a noi e ai nostri cari.

Natale (Monte Stigolo)ultima modifica: 2015-12-23T23:10:59+00:00da this-livello
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